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Così ALFATRE ha inteso sviluppare un momento ricreativo che avesse come elemento qualificante il “rapporto umano”, proprio attraverso il teatro.

Ma l’interrogativo rimane lo stesso: se sia possibile oggi, per non professionisti, cimentarsi in campo teatrale senza rimanere mediocri.

E i gradini per uscire dalla mediocrità sono stati lunghi e sofferti, attraverso un cammino di spettacoli dove gradatamente si sono migliorate anche le realizzazioni della messa in scena quali scenografie, luci, costumi, musiche.
 

Il primo risultato arriva nel 1977 con il secondo premio al concorso di Borgo D’Ale : la commedia rappresentata è "La camola" di C. Gallo.
 

L’ anno dopo vede il successo de "L’ Avaro" di Molière, commedia rappresentata più volte alla Sala Valentino del Teatro Nuovo di Torino, con favore di critica e pubblico. A Borgo D’Ale, nel ’78 ALFATRE ottiene il primo premio come miglior gruppo, il primo premio per il miglior attore protagonista e per i migliori attori caratteristi maschile e femminile.
 

Nel 1979 ALFATRE è impegnata in una nuova commedia dialettale, il "Monssù Giget" ancora una volta al primo posto al concorso di Borgo D’Ale.
L’ esigenza di continuare sul cammino di una sempre più seria professionalità porta ALFATRE alla ricerca di testi che possano rappresentare un momento culturale ed un terreno di confronto e di studio.

Viene cosi allestito il "Maijn d’la Spinetta" opera dialettale tratta da un inedito testo ottocentesco di un burattinaio e adattata a testo teatrale. La espressione corporea, la creatività e l’ indagine psicologica dei personaggi sono i momenti più attentamente studiati e verificati nella preparazione di questo spettacolo.


Nel 1981 il Gruppo si cimenta nella messa in scena di "Molto rumore per nulla" di W. Shakespeare. ALFATRE ha qui affrontato il problema della scenografia e dei costumi: l’eleganza, la giocosità e la frivolezza dei personaggi è resa con un gioco di tenui colori, di costumi sfarzosi e di scene stilizzate.


La stagione successiva ALFATRE ritorna al dialetto. Il bisogno e la volontà di far conoscere la lingua piemontese, che per troppo tempo e rimasta relegata al rango di sottoprodotto, convince il Gruppo a mettere in scena due atti unici di un autore dell’ ottocento: Federico Garelli. Nascono cosi "I fòi a beivo ai cop" e "La gabia del merlo" replicati per oltre sessanta volte. La semplice comicità di personaggi tipici e caratteristici della Torino ottocentesca, le situazioni che oggi possono sembrare ingenue e quasi paradossali, ma che tali non erano in una società più semplice, sono gli elementi caratterizzanti delle due farse.


Nel 1983 viene messa in scena una commedia di Hennequin; "Le pillole d’Ercole". Un grande impegno è stato profuso per mantenere il più aderente possibile allo spirito dell’ autore il carattere dei personaggi, nonostante la trasposizione dell’ azione dalla Francia "fin de siècle" alla Torino degli anni trenta del secolo scorso. Sempre nel 1983 ALFATRE GRUPPO TEATRO, ha anche curato la colonna sonora e gli effetti luce della suggestiva rievocazione storica che il paese di Oglianico propone ogni anno in primavera.


Il 1984 ha visto la Compagnia impegnata nell’ allestimento di uno spettacolo decisamente inusuale per il proprio repertorio: "Tingel Tangel", collage di monologhi e dialoghi dell’ autore-attore tedesco Karl Valentin vissuto nella prima metà del novecento.
I Tingel Tangel erano delle birrerie alla periferia di Monaco di Baviera, dove lo stravagante Valentin si esibiva recitando brani scritti da lui stesso. I suoi spettacoli, a metà tra il circo e il varietà, costituiscono un esempio di teatro dell’ assurdo ante litteram. Nei suoi monologhi e dialoghi la logica abituale è sovvertita, nel tentativo di dimostrare la vanità di certa retorica, soprattutto di quella politica ( erano gli anni di ascesa al potere del nazismo). Il "Tingel Tangel" ha sempre ricevuto l’ entusiastica adesione del pubblico, anche del più semplice, perché la comicità di Valentin diverte ancora oggi l’ intellettuale e l’ uomo della strada, come allora nei Tingel Tangel ridevano fianco a fianco Hermann Hesse, le massaie, gli operai.


Nella stagione 1985-1986 vede la luce "Quand l’ amor a j’ è" versione di ALFATRE in piemontese di "Le pillole d’ Ercole" peraltro già visitate in italiano. Si evidenzia così come, nel vaudeville, la comicità della situazione e il ritmo serrato dell’ azione ben si adattano all’ uso della lingua piemontese.


Siamo nel 1987, anno di "Drolarie" un classico della letteratura piemontese dell’ ottocento. L’ autore è quell’ Alberto Arnulfi che sotto lo pseudonimo di Fulberto Alarni, con le sue commedie, diede lustro al nostro teatro. In questa commedia ALFATRE ha cercato la caratterizzazione esasperata dei personaggi e la regia ha preso in esame i punti comici offerti dall’ autore facendone dei momenti quasi allegorici. La commedia è stata anche rappresentata in quindici repliche al Teatro Nuovo di Torino.


Nel 1988 la commedia scelta è "Sarto per signora" di Feydeau. Ancora un autore transalpino tradotto in lingua piemontese.
A lato degli allestimenti teatrali ALFATRE si è impegnata per alcuni anni, in collaborazione con il Teatro Nuovo di Torino, nell’ organizzazione della Rassegna di Teatro e Cultura Popolare.


Nel 1990 un autore contemporaneo, Aldo Longo, affida ad ALFATRE un suo nuovo lavoro "L’ aria ‘d Roma" stimolandone la curiosità con l’ idea della commedia musicale. Uno spettacolo decisamente insolito, con musiche e canzoni originali del giovane compositore rivolese Mauro Goia e con le ballerine reclutate nella scuola di ballo di Anita Cedroni.


Nei due anni successivi il remake di "Sarto per signora", già tradotto e rappresentato nel 1987 con il titolo "L’ atelié". Scoppiettante e pieno del fascino di Feydeau, ambientato in una Torino di inizio XX secolo, con quel pizzico di equivoco che lo rende più interessante, nel repertorio di ALFATRE, è questo indubbiamente uno degli spettacoli più adatti alle caratteristiche di recitazione del GRUPPO: brioso, condotto a ritmi elevatissimi, mantiene lo spettatore per tre ore con il fiato sospeso.


Il 1992 è l’anno della rappresentazione in chiave di antichi sapori con un atto unico drammatico e una farsa per fare prima pensare e poi sorridere. Ed ecco "Vivroma domanVivroma domanda "Classe di ferro" di A. Nicolaj tradotto in lingua piemontese e adattato in proprio. Uno spettacolo estremamente vero, vivo e ricco di dolcezza che proprio dalla sua sobrietà tra una grande forza, quella della realtà del mondo in cui viviamo e in cui ognuno di noi si va sicuramente a riconoscere.

 

E poi "Cio’ per broca" di A. Rossini breve farsa "a ritemprar lo spirito …… ". Ciò per bròca
La prima al teatro Fiamma di Cuneo il 20/5/1992. Per una decina di anni viaggiano in coppia poi si comincia a utilizzare le due pièces separatamente anche solo come letture vista la brevità e la sicura presa sul pubblico. Si arriva così a Mezzogiorno a teatro, la rassegna nata dalla mente vulcanica dell’ arch. Mesturino patron di Torino Spettacoli per impegnare il tempo di chi lavorando a Torino, in centro, desidera occupare l’ ora di intervallo-pranzo in modo diverso dal solito. Nel 2008 "Vivroma doman" vedrà 20 repliche all’ Alfieri Sala Solferino e "Ciò per bròca" al momento (marzo 2009) 12 repliche.


Siamo nel 1997, lo spettacolo scelto è d’autore.L'Avaro

Si ripropone dopo diciannove anni "L’ Avaro" di Molière. Lo spettacolo dovrà anche dire se in questi anni siamo cresciuti sia come recitazione che come scene, costumi, luci, musiche. Il risultato: al pubblico è piaciuto e a noi anche.


Con "Contacc che sindic" l’ ALFATRE presenta per la stagione ’98 – ’99 uno spettacolo all’ insegna della tradizione. ContaccIl Gruppo, infatti, abbandona in questa occasione il filone delle pochades allegre e frizzanti, per allestire una commedia scritta nel 1859 da Federico Garelli, uno dei più illustri commediografi piemontesi, ambientata in Piemonte nel secondo quarto del secolo. Per rendere meglio l’ atmosfera del tempo furono inserite canzoni popolari coeve e poesie (A. Brofferio).

 
La stagione 2000-2001 vede ALFATRE ancora in scena con "Contacc" e " L’ avaro" per scuole e rassegne di teatro classico.

Nella stessa stagione nasce "Oscar".Oscar Un pezzo francese portato per ben due volte sul grande schermo e teatralmente trasposto a cura di ALFATRE in italiano e piemontese. Durerà una sola stagione.

 Eccoci al biennio 2002-2003 il biennio de "La Presidentessa" da "La Présidente" originale francese del grande e sempre presente nel nostro repertorio M. Hennequin liberamente adattato e tradotto in piemontese. Con la sua storia sempre attuale sostenuta da testo e vivacità di interpretazione, nonostante le decine e decine di repliche a Torino e nel resto del Piemonte, e’ una delle commedie, a ragione, più richieste.


Stesso grande successo di pubblico e di critica lo ottiene nel 2004  "‘L re del petrolio" celebre commedia brillante di Dino Belmondo già portata in scena da celebri compagnie del passato e non.'L re del petrolio E’ la storia di Giovanni Paletto che un giorno fa perdere le sue tracce abbandonando la fidanzata che porta in seno il frutto del loro amore giovanile. Martin il fratello più giovane si prende cura della donna e accetta di fare da padre alla creatura che sta per nascere. Dopo quasi venti anni Gioanin torna a casa, spiantato come era partito, sconvolgendo la tranquilla vita della famigliola e dei compaesani. Il redivivo che tutti credono aver fatto fortuna all’ estero ha però una coscienza e dopo aver restituito i soldi che il fratello gli ha fornito perché potesse sostenere la parte del ricco emigrante, sente di non avere più il diritto di approfittare della sua benevolenza e se ne va per sempre, lasciando il dubbio se in realtà era veramente "L re del petrolio". Con due repliche di questo spettacolo al Teatro Erba ( 7–8 dicembre 2004 ), ben accolte da pubblico e critica, inizia la feconda collaborazione con Torino Spettacoli.


Ed ecco nel 2005 al Teatro Erba un suo cavallo di battaglia : "La Presidentessa" che vede confermato con oltre 1200 presenze nei sei giorni di programmazione il successo ottenuto nelle trascorse stagioni sulle diverse piazze del Piemonte.
Da quest’ anno gli spettacoli prodotti avranno tutti la consacrazione di successo di pubblico e critica con sei repliche in apertura di stagione nella programmazione del Teatro Erba, il tempio del Teatro Piemontese, nell’ ambito della rassegna "Piemonte in scena".


"L’ affare Kubinski" di Fodor e Lakatos portato in scena da Paolo Ferrari negli anni ‘80, diventa "N’ afé a doi indrit" nella traduzione in piemontese e adattamento di ALFATRE nel 2005. Nafé a doi indritSi tratta della storia di un giovane squattrinato e sfaccendato che sfruttando la spocchia e la vanagloria di personaggi influenti riesce a fare carriera e a sposare la figlia del presidente della banca della quale si finge dipendente. L’ amico pavido gli ricorda : "Se ti scoprono ti licenziano". Ma il nostro uomo : "Non possono farlo perché non mi hanno mai assunto …." Buon successo di critica e pubblico.


Intanto il Laboratorio Giovani" nato nel 2004 e formato da un nutrito gruppo di ragazzi concretizza i propri sforzi con la realizzazione della performance di M. Qoist: "La Via Crucis". Un testo intenso e drammatico che viene replicato ben 13 volte nei periodi Pasquali ’05 e ’06 in altrettante chiese di Torino, provincia e nell’ astigiano.


La prima de "I fastidi d’ un grand òm" , Ifastisi d'un grand òmstoria di un politico che suo malgrado è costretto a vivere in una grande città mentre il suo sogno sarebbe di tornare a vivere nella pace della sua Malpotremo in mezzo ai suoi amici di un tempo, avviene a Vische, località del Basso Canavese, nel novembre 2006.


Ed eccoci a "Bastian Contrari" di V. Bersezio e siamo nel 2007. L’ autore de “ Le miserie d’ monsu Travet “ in questo pezzo tratteggia con la sua arte i due personaggi che si contrappongono.Bastian Contrari Colui che è sempre contrario a ciò che dicono gli altri e colui che lo costringe a fare ciò che non desidera facendogli credere di essere contrariato. Gli altri personaggi completano questo bel quadretto di vita di fine ‘800.


Il 2008 segna una svolta nella storia ormai pluridecennale dell’ ALFATRE GRUPPO TEATRO. Si fa "sanmartin". Si trasloca da Corso Montello a Piazza. Cavalieri della SS Annunziata, in un padiglione dell’ Ex O.P., presso il Museo della Città. La nuova sede, un poco più piccola della precedente ma finalmente a livello stradale, soddisfa le esigenze della compagnia anche se per renderla pienamente operativa occorrono ancora alcuni lavori che verranno completati nel corso del 2009. Gli impegni di trasloco, adattamento dei locali ecc. ecc. non impediscono la nascita di "Tut per marié Ofelia" la nuova versione ALFATRE di “ Drolarie “ di Fulberto Alarni già messa in scena 21 anni fa nell’ ormai lontano 1987.

A maggio ’08 doveva andare in scena "Erano stanchi i miei alpini .." Il lavoro tratto da "La guerra dei poveri" di Nuto Revelli a cura di ALFATRE e la partecipazione del Coro ANA di Collegno non potrà avere luogo causa le avversità atmosferiche. Verrà riproposto nel novembre con grande soddisfazione dell’ Amministrazione Comunale e nostra. Un grande successo che molto probabilmente avrà un seguito in altre località.

Ed eccoci al corrente anno. A Buriasco "Tut per mariè Ofelia" apre l’ anno solare. A seguire 12 repliche di "Ciò per bròca" al Teatro Alfieri concluse nel mese di marzo. Quel "Ciò per bròca" nato come comica finale di "Vivroma doman" a Cuneo il 20 / 5 / 1992 e ancora oggi ormai gemelli divisi ma sempre attuali e sempre apprezzati. E il futuro ?
 

Sono iniziate proprio in questi giorni ( fine marzo ’09) le prove della nuova commedia. Seguiteci saremo più precisi più avanti.
 

Ultimo aggiornamento: giugno 2010