N' afè a doi indrit

 

Libero adattamento in lingua piemontese di Pondrano Giancarlo

Commedia brillante in tre atti

di Fodor e Lakatos

Le banche si sa, vivono di affari e quando la parola “affari” viene nominata, tutti sono interessati, poco importa se si conoscono i termini dell’”affare” oppure no, la parola presuppone un guadagno. Se si riesce a creare un affare che non esiste, allora si è nella situazione di Augusto, un signor nessuno di buona famiglia e ottima parlantina ma quasi sul lastrico, che, per puro divertimento e con la complicità non voluta di un amico bancario lavorerà per la banca senza essere stato assunto e, si inventerà un “affare” che finirà con l’interessare tutti quelli che ne restano coinvolti e che pur non sapendone nulla, ne reclameranno la paternità. Naturalmente ci sarà una soluzione per “il caso” e una soluzione per la posizione di Augusto che però si svelerà solo nel terzo atto. La commedia scorre tra colpi di scena e intuizioni sviluppando una storia che oggi più di ieri, si può considerare di grande attualità e, forse, ci potrebbe anche fare riflettere …


SPETTACOLI

Titolo Regia Lingua Anno
N'afé a doi indrit Bruno Monticone / Giancarlo Biò Piemontese 2004

Ultimo aggiornamento: gennaio 2010