Libero adattamento in lingua piemontese di Pondrano Giancarlo
Commedia brillante in tre atti
di
Hennequin e Veber
La commedia, tra le più classiche della scuola del vaudeville francese d'inizio secolo risponde bene alla traduzione in piemontese che, se possibile, la rende ancora più immediata nella sua comicità.
La commedia si basa sull'equivoco e sulla situazione che ne risulta. L'impalcatura della trama, complicata come si conviene nel vaudeville, approfitta delle debolezze terrene dell'uomo e ......della donna per procurarsi le situazioni paradossali con personaggi sicuramente ridicoli, ma c'e da giurare non così distanti dalle realtà di quei tempi e, forse, addirittura sorpassati dalle realtà attuali. Dietro un grande uomo, si cela sempre una gran donna si dice, e si portano esempi illustri come Cesare e Cleopatra, Napoleone e Giuseppina, nella commedia invece, dietro un povero e onesto Brichet pieno di desideri repressi e mai liberati, si cela un'insignificante donna con la mania della pulizia e la voglia di aiutare ad ogni costo il marito, disposta, se il caso lo richiede a..... "sacrificarsi" con il superiore del marito tal ministro Borgna che non è poi un brutto uomo, come si conviene ad una moglie fedele. Per fortuna di Brichet, e grazie alla sua rigida concezione della moralità viene travolto da una strepitosa amante, incantatrice di uomini e regina dell'arte amatoria, che anche senza volerlo proprio aiutare, quasi per divertimento lo innalza ad una carriera strepitosa tra equivoci e corteggiamenti. Il mondo è quello della magistratura torinese, i personaggi tutti o quasi di rango, ci aiutano a intravedere quali potevano essere i divertimenti di inizio secolo. Commedia attuale allora, attuale oggi, e sicuramente ancora attuale in un prossimo futuro. Nulla di nuovo dunque sotto il cielo stellato, il fascino femminile continua a regnare incontrastato.
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